La comunicazione educativa rientra nell’ambito della
comunicazione interpersonale e di gruppo. Ha al centro il rapporto e la
relazione educativa, con le sue particolarità rispetto ad altri tipi di
rapporto o di relazione. La comunicazione educativa è quella che ha come scopo
- al di là della trasmissione del messaggio, che viene ad assumere in questo
caso una funzione puramente strumentale - la crescita di una persona.
Comunicazione educativa influisce sulla crescita umana del destinatario,
costruisce o distrugge la ricchezza spirituale della persona. Da una simile
forma di comunicazione è essenzialmente costituita ogni autentica educazione.
Educare è anzitutto comunicare, esprimendo nella comunicazione un messaggio che
attinge alle interiori e più profonde esperienze di vita dell’educatore stesso.
La crescita umana del soggetto dell’educazione è anzitutto un processo di cui
egli stesso è il protagonista. La comunicazione educativa non gestisce in
proprio questo processo, gli si affianca soltanto, con un compito importante ma
decisamente ausiliario. La prima legge del dialogo è il carattere
essenzialmente dialogale della comunicazione educativa. L’educazione ubbidisce
ai criteri etici di un autentico dialogo interpersonale. L’educatore non plasma
dal di fuori la personalità dell’educando, ma dialoga con lui per aiutarlo nel
difficile compito di plasmare dal di dentro questa sua personalità. La prima
legge del dialogo è l’accettazione incondizionata della diversità dell’altro. E
questo naturalmente presuppone una sua adeguata conoscenza attraverso
un’attenzione, piena di simpatia, al feedback con cui l’educando reagisce alla
comunicazione educativa. L’educatore più efficace è quello disponibile a
imparare e a lasciarsi a sua volta educare. Una seconda legge del dialogo è
quella che potremmo chiamare la “discrepanza ottimale”. L’educatore parla
all’educando con un linguaggio e con categorie di pensiero che non si
identificano del tutto con quelle dell’educando stesso. D’altra parte egli non
può comunicare con un codice linguistico e con categorie di pensiero troppo
superiori a quelle che egli già possiede. Un’importante qualità morale della
comunicazione educativa è l’autenticità. L’educatore deve comunicare se stesso
per quello che veramente è.
L’educazione non
coinvolge solo degli individui: la realizzazione di una efficace comunicazione
educativa richiede l’edificazione di una comunità educativa, in cui i rapporti
affettivi e la qualità della vita siano coerenti con i messaggi costruttivi
inviati agli educandi, così da creare per questi stessi messaggi una adeguata
risonanza e rendere possibile una efficace e costruttiva identificazione
dell’educando stesso con gli educatori e con i valori di cui la comunità
educativa si fa portatrice. Nessuna comunità educativa si può peraltro
considerare ermeticamente chiusa in se stessa e totalmente autosufficiente. FONTI
Boffo V., Relazioni educative: tra comunicazione e cura.. Milano: Apogeo, 2011.


Fantastico, la comunicazione è una cosa importante da promuovere sopratutto ora che i social impediscono in contatto diretto
RispondiEliminaFantastico, la comunicazione è una cosa importante da promuovere sopratutto ora che i social impediscono in contatto diretto
RispondiEliminaConcordo con l'importanza della comunicazione soprattutto ora che i giovani sono sommersi dai mezzi tecnologici che privano sempre più la possibilità di una comunicazione reale, faccia a faccia
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